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October 01 Fяιєdяιcн Wιlнєlм Nιєтzѕcнє“Considerate la vita degli uomini e dei popoli migliori e più fecondi e chiedetevi se un albero, che deve elevarsi magnifico nel cielo, possa fare a meno del maltempo e della bufera – se le ostilità e gli ostacoli esterni, se qualche forma di odio e di gelosia, di ostinatezza, di durezza, di avidità, di violenza, non costituisca circostanza favorevole, senza cui è impossibile una grande crescita, anche nella virtù. Il veleno che uccide i deboli tonifica i forti.”
“Colui che rinuncia: il rinunciatario che fa? Aspira a un mondo superiore, vuole continuare a volare, e più in alto e più lontano di tutti gli uomini che affermano. Egli getta via molte cose che appesantirebbero il suo volo, e molta di quelle che ama e pregia: le sacrifica al suo desiderio di elevarsi. Questo sacrificio è quanto ora può vedersi di lui, e perciò lo richiama uno che rinuncia, e come ci sta davanti avvolto nel suo cappuccio, come fosse l’anima di un cilicio. Ma egli è soddisfatto di questo effetto che produce su di noi, vuol tenere nascosto il desiderio, l’ambizione, l’intenzione che ha di volare sopra di noi. Oh si! E’ più prudente di quanto pensassimo e così gentile verso di noi, questo affermatore! Giacche in questo è uguale a chi, credendo di elevarsi, vive da rinunciatario!”
“Se un giorno o una notte un demone strisciasse dentro la più solitudine e ti dicesse: ‹‹ Questa vita, questa che adesso tu vivi ed hai vissuto, dovrai viverla ancora un volta ed un numero infinito di volte; e non vi sarà niente di nuovo, ma tutto ritornerà, ogni dolore ed ogni piacere, ogni pensiero ed ogni sospiro, ogni cosa piccola o grande, e tutto nello stesso ordine… anche questo ragno, e questo chiaro di luna tra gli alberi, ed anche questo momento, ed io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza sarà sempre di nuovo rovesciata, e tu con essa, piccolo granello di polvere ››. Non rigetteresti per terra digrignando i denti e maledicendo il demone che ha così parlato? Oppure hai vissuto una volta un momento meraviglioso, in cui potresti rispondergli:‹‹ tu sei un Dio e non ho mai udito voce più divina! ››. Se quel pensiero si impadronisse di te, farebbe di te un altro da quello che sei, e forse distruggerebbe quello che sei. Di fronte a tutte le cose ti porresti la domanda:‹‹ Vuoi questo di nuovo e per innumerevoli volte? ››, e questa domanda graverebbe come un peso tremendo su ogni tuo atto. Oppure, quanto dovresti amare te stesso e la vita per non desiderare altro che questa ultima eterna conferma e questo ultimo eterno sigillo?” March 23 Nιєтzѕcнє[un pò di cultura in un mare di cazzate non può che far bene]
cιò cнє ѕι ρυò ρяσмєттєяє
Si possono promettere azioni, ma non sentimenti, perchè questi sono involontari.
Chi promette a qualcuno di amarlo sempre o di odiarlo o di essergli sempre fedele, promette qualcosa che non è in suo potere; invece può ben promettere quelle azioni, che sono sì, di solito effetto dell'amore, dell'odio, della fedeltà, ma che possono anche scaturire da altri motivi: giacchè a una azione conducono più vie e motivi.
La promessa di amare sempre qualcuno significa cioè: finchè ti amerò, compirò verso di te le azioni dell'amore;se non ti amerò più continuerai a ricevere da me le stesse azioni, anche se per altri motivi, sicchè nella testa del prossimo persiste l'illusione che l'amore sia immutabile e sempre il medesimo.
Si promette, dunque, di continuare nell'apparenza dell'amore quando, senza accecarsi da sè, si giura a qualcuno eterno amore.
[F. Nietzsche, Umano, troppo umano]
L'uσмσ fσllє
“Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dètte la spugna per strofinar via l’intero orizzonte? Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all’indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire notte, sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo dunque nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo noi lavarci? Quali riti espiatòri, quali giochi sacri dovremo noi inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo noi stessi diventare dèi, per apparire almeno degni di essa?"
[F. Nietzsche, La Gaia scienza] |
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